mercoledì 28 dicembre 2016

step 13 - il fumetto

Dopo varie e sudate  ricerche su internet sono riuscito finalmente a trovare alcune vignette contenenti la parola ciliegia 



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step 12 - In cucina



Dolci, colorate, succose. Le ciliegie sono frutti speciali, il solo evocarli porta alla mente le scorpacciate durante il primo caldo della tarda primavera. Simili a piccole “caramelle”, ci riconducono ai ricordi d’infanzia. Le ciliegie, piacevole frutto da consumare a fine pasto o ancora gradevole inframezzo a merenda oppure farcitura per marmellate e dolci, hanno tante proprietà benefiche che è utile conoscere.

Le tipologie di ciliegie

Le ciliegie si dividono in due diverse specie: dolci ed acide. Quelle dolci a loro volta si possono distinguere in due sottofamiglie: le duracine e le tenerine. Quelle acide si dividono invece in tre sottofamiglie: le marasche, le amarene e le visciole. Il frutto è prodotto dall’albero Prunus avium che appartiene alla famiglia delle Rosacee e matura nei mesi di maggio e giugno. Questa pianta è presente nella zona del Mediterraneo da tremila anni. Le prime testimonianze risalgono all’antico Egitto, anche se è difficile stabilire con certezza il paese d’origine.

Le varietà

Le varietà più famose (e consumate in Italia) sono però relativamente poche.

Ciliegia Ferrovia: frutto pregiato, caratterizzato da una polpa succosa e saporita, coltivata soprattutto in Puglia e in Emilia (nella zona di Modena e Reggio Emilia).

Ciliegia Durone: ciliegia di grande qualità che presenta una polpa dura e compatta dal gusto dolce e saporito. Di colore scuro e grosse dimensioni, matura a fine giugno.

Ciliegia Anella: ottime ciliegie dal colore rosso acceso e dalla polpa croccante, sono disponibili da fine maggio.

Ciliegia Marca: hanno una polpa compatta dal colore rosso giallognolo. Per le loro caratteristiche vengono spesso utilizzate per la preparazione di conserve.




Invitanti alla vista, succose e dolci al gusto. Le ciliegie rappresentano una ghiottoneria di stagione. Almeno una volta nella vita merita fare l’esperienza di gustarle cogliendole direttamente dalla pianta, senza necessariamente salire sull’albero. Basta farsele passare da un amico di buona volontà o dal contadino che le sta raccogliendo. La ciliegia perde in breve tempo i profumi e la freschezza dei sapori, caratterizzati da un equilibrio tra dolcezza e acidità più o meno intensa, a seconda delle varietà e del periodo di raccolta. Si gustano fresche, oppure in ricette dolci e salate: le ciliegie in cucina rappresentano un ingrediente versatile e apprezzato.


In pasticceria “la ciliegina sulla torta”


Il frutto è da tempo un cavallo di battaglia per la pasticceria. È facilmente conservabile in diverse maniere: sotto sciroppo, in marmellata, sotto spirito e in­fine candito. Nel decoro di torte e dessert è protagonista del famoso tocco da maestro, da cui il modo di dire “mettere la ciliegina sulla torta”, intendendo la perfetta conclusione di un lavoro. Nella storia gastronomica recente quando, nel 1800, i cuochi erano stipendiati dalle famiglie nobili o da quelle ricche della borghesia, la ciliegia è presente in numerosi dolci e in cottura è accompagnata da vino rosso e dalla cannella. Il suo abbinamento con il cioccolato è un grande classico.

Nella tradizione italiana delle preparazioni salate, la ciliegia viene usata con le carni di maiale, dove dà un piacevole contrasto agrodolce, ma anche con i volatili, il coniglio e anche la cacciagione. Ma la ciliegia in cucina ha altre possibilità di impiego. Qualcuno le sta esplorando, come un produttore modenese che ha riproposto la stessa procedura dell’aceto tradizionale balsamico utilizzando il “mosto” di ciliegie. Le ricette di ultima generazione sperimentano abbinamenti insoliti come con il pesce azzurro. Si gioca con la consistenza e il gusto, combinando tra loro più varietà.


Tante proprietà benefiche

Il ciliegio è una delle piante da frutto che ha maggior di‑ffusione sul territorio nazionale. Puglia, Campania, Veneto ed Emilia Romagna sono le regioni di maggior produzione ma anche nelle altre regioni esistono varietà tipiche. L’ origine della pianta è però orientale. Sembra che sia arrivata in Europa durante l’ultima glaciazione quando, con l’estendersi della calotta di ghiaccio, i semi attecchivano dove il terreno era ancora libero, spostandosi alla ­fine di migliaia di chilometri. Ricca di antociani, che agiscono come antin­fammatori e antiossidanti, la ciliegia ha proprietà diuretiche, disintossicanti e rimineralizzanti. Se fresche è preferibile gustarle lontano dai pasti.



martedì 27 dicembre 2016

step 11 - Un documento

L’articolo da me  scelto , pubblicato nel maggio del 2008 dal giornalista  Paolo Degiovanni sul sito  http://www.ilgiornaledelcibo.it/ciliegia, risulta evidente che, essendoci una collocazione temporale e spaziale,  rappresenta un documento vero e proprio.
Di seguito è riportato l’articolo del giornalista.

Di origine asiatica, precisamente nella zona compresa fra il Mar Caspio e il Mar Nero, si diffuse in Egitto sin dal VII secolo a.C., poi in Grecia e successivamente in Italia; intorno al II secolo a.C. è Varrone ad illustrarne dettagliatamente l’innesto. Ma come ci arrivò nel nostro Paese? Plutarco, Plinio il Vecchio e Columella ne attribuiscono il merito al console romano Lucullo, di ritorno da una campagna militare contro Mitridate; egli, probabilmente, ne prese un esemplare a Cerasonta, cittadina greca dell’Asia Minore, l’attuale Kiresun, e la importò a Roma. Cerasonta fu chiamata dai Romani Cerasus, nome che il ciliegio si porta appresso ancora oggi: la denominazione scientifica è, infatti, Cerasus avium. Alcuni autori, invece, indicano il ciliegio come facente parte del genere Prunus, attribuendo così una variante al nome classico: Prunus avium.

Varietà


ll ciliegio si può dividere essenzialmente in due specie diverse: il ciliegio a frutto dolce (Prunus o Cerasus avium), ripartito in duracine e tenerine, e il ciliegio a frutto acido (Prunus cerasus). Le duracine, dette anche duroni, sono piante di notevole sviluppo che possono raggiungere anche i 20 m d’altezza, mentre le tenerine sono piante di dimensioni più ridotte e con una crescita più lenta. Hanno entrambe foglie grandi e ovali, i fiori sono generalmente bianchi. Nelle duracine, i frutti hanno la polpa dura e croccante che può essere, secondo la varietà, bianca, rossa o nerastra. Le tenerine invece hanno la polpa molle e molto succosa solitamente rossa o nera. Anche il Ciliegio acido si distingue in diverse categorie: le amarene, le visciole e le marasche.


Le amarene sono piante di scarso sviluppo con rami pendenti e foglie piccole, i frutti sono di color rosso intenso con sia polpa che succo chiari; il gusto è acidulo. Le visciole hanno i rami dritti con foglie molto grandi, i frutti sono di color rosso brillante come la polpa e il succo, hanno sapore dolciastro perciò sono utilizzate anche per il consumo fresco e per produrre marmellate. Infine le marasche sono piante di taglia piccola come anche le foglie e i frutti, i quali sono usati dall’industria per la produzione di liquori. La produzione italiana è tra i primi posti al mondo, sia come quantità che come qualità, nonostante i frutti siano disponibili solo in un breve periodo dell’anno: la raccolta, normalmente manuale, avviene infatti nel periodo che va dagli ultimi giorni di maggio fino ai primi di luglio. Ci sono anche varietà che maturano più tardi: la ciliegia San Giacomo, tipica dei territori compresi tra Marzano Appio e Caianello, come suggerisce il nome, matura il 25 Luglio, appunto nel giorno di San Giacomo il Maggiore. L’Italia si colloca bene in classifica anche grazie alle numerose varietà coltivate: la Bigarreaux, la Nero, per il colore decisamente scuro, coltivata nella zona di Vignola (Mo), l’Anella, croccante e succosa, la Ferrovia, tipiche della Puglia, la Marca, adatte per la conservazione sotto spirito, la Moretta di Cesena, la veneta Marostica.

Caratteristiche


La ciliegia è una drupa ovoidale, tondeggiante o cuoriforme, di circa 1-2 cm di diametro; si possono anche trovare forme a sfera, ma leggermente allungata. Di colore tipicamente rosso, può spaziare tuttavia a seconda della varietà: generalmente, le varietà a polpa tenera presentano un colore rosso cupo, mentre quelle a polpa dura tendono ad avere una colorazione più chiara. La fioritura avviene in primavera contemporaneamente alla comparsa delle foglie: uno spettacolo della natura per la densità e la profusione di mazzetti fiorali bianchi, che donano alla chioma un aspetto candido.

Proprietà nutrizionali


  •           Acqua: 86.2 g
  •           Proteine: 0.8 g
  •           Lipidi: 0.8 g
  •           Zuccheri semplici: 9 g
  •           Kcal: 38
  •           Potassio: 229 mg
  •           Calcio: 30 mg

In Cucina


La ciliegia è un frutto particolarmente apprezzato per forma, aspetto e sapore. Ai bambini vanno date con cautela, possibilmente sopra i due anni d’età; possono infatti dare problemi digestivi e bisogna fare attenzione che il nocciolo non venga ingerito o, peggio, masticato, dato che può liberare quantità pericolose di acido cianidrico. Un noto proverbio recita che “una tira l’altra”, indicando così il tradizionale modo di consumarle. Ma la ciliegia può essere utilizzata anche in modi differenti, ad esempio per la preparazione di marmellate, sciroppi, succhi, canditi, sorbetti e liquori: l’infusione distillata di questi frutti, soprattutto delle marasche, offre infatti un liquore bianco di antica tradizione, il maraschino, prodotto quasi esclusivamente in Italia. Altri liquori sono il Kirsch tedesco, il Cherry Brandy e la Ratafìa, di tradizione biellese.

Curiosità


ll nome latino Avium fa riferimento al fatto che la disseminazione dei semi, i cosiddetti noccioli, contenuti all’interno dei frutti, avviene soprattutto per opera degli uccelli, attratti dal colore e dal sapore. In molti dialetti italiani, la ciliegia è indicata col termine cerasa, evidente eredità latina. Il ciliegio viene anche coltivato per il suo legno rosato, particolarmente apprezzato nei lavori di ebanisteria, per la produzione di mobili fini e per la fabbricazione delle pipe.


step 10 - Emblemi

L’obiettivo di questo post è quello di cercare un logo che esalti il mio colore, il ciliegia.  Dopo alcune ricerche da me effettuate mi sono reso conto che l’ambito in cui il ciliegia, inteso come colore, risulta maggiormente valorizzato è quello cosmetico.

 A tale proposito vorrei parlare di un’azienda, famosa in tutto il mondo, che ha incentrato la sua espansione proprio sul colore ciliegia, ovvero la Collistar.



Collistar nasce a Milano nel 1983 come divisione cosmetica di un’importante azienda farmaceutica italiana e, ben presto, diventa una “beauty brand” internazionale di grande successo. Nel 2003 arriva la consacrazione, con la conquista della leadership nel Mercato Globale Beautè , posizione che mantiene consecutivamente da oltre 13 anni.

Guidata fin dagli esordi dalla visione strategica di Daniela Sacerdote, negli anni si trasforma nella marca che tutti conosciamo: caratterizzata da una forte dedizione per la bellezza e, al contempo, contraddistinta da una fondamentale componente di innovazione scientifica.
La diffusione dei prodotti Collistar è capillare: in Italia la marca è presente in circa 2.500 Profumerie e in tutti i department store, mentre all’estero è distribuita in oltre 3.000 punti vendita.

Oggi, dopo oltre 30 anni, Collistar alimenta costantemente il legame con i propri consumatori, che la amano e la scelgono quotidianamente per la singolare attenzione che la marca dedica alle loro esigenze, in ascolto delle quali sviluppa, giorno dopo giorno, prodotti ad alto tasso di creatività.
 




SITOGRAFIA:

step 09 - L'abbecedario




In questo post associerò ad ogni lettera dell’alfabeto italiano alcuni riferimenti al colore ciliegia, muovendomi in diversi campi e applicando una buona dose di creatività .
 Abbecedario del colore ciliegia.

A come  “Antiossidante”

B come  “Big Star” ( una nuova ciliegia autofertile a maturazione medio-tardiva)

C come  “Cherry “( la nuova tendenza di colore per capelli con riflessi e sfumature rosso ciliegia)

D come “ Dolce”

E come  “Egitto “(Paese d’origine del Ciliegio)

F come “ Frutta”

G come “ Golosa”

H come  “Harry Potter “ ( Capitolo 10 “la mappa del malandrino; uno sciroppo di ciliegie con seltz, ghiaccio e ombrellino) “

I  come “ Idratante”

L come “Lucullo”

M come “ Marmellata”

N come “ Nocciolo “

O come “Oriana Fallaci “ ( dal suo libro “ un cappello pieno di ciliegie”)

P come “ Primavera” ( la stagione in cui fiorisce)

Q come “Quadro di Tiziano ( Madonna delle Ciliegie)

R come “ Rossetto”

S come “ Succo di Ciliegia”

T come “ Tenerine ( una qualità di ciliegie)

U come “ Uzbekistan” (paese  dell’Asia dove si coltivano maggiormente le ciliegie)

V come “ Venere”

Z come “ Zuegg” ( nota azienda specializzata nella lavorazione della frutta)










step 08 - Rosso ciliegia nella saggezza popolare

Nella mitologia greca era la pianta sacra a Venere e i suoi frutti pare portino fortuna agli innamorati. In Sicilia si dice che le dichiarazioni d’amore fatte sotto un ciliegio saranno sempre fortunate. Le leggende Sassoni raccontano che gli alberi di ciliegio ospitino delle divinità che proteggono i campi. In Finlandia dicono che il colore rosso di questo frutto sia il simbolo del peccato. Nel folklore inglese pare che sognare un albero di ciliegie presagisca sfortuna mentre se ci spostiamo a Oriente in Cina rappresenta la bellezza femminile e il Giappone ne ha fatto il fiore simbolo nazionale fornendo anche una spiegazione per il colore rosa dei suoi fiori: sembra che in origine fossero bianchi ma dopo che i samurai caduti in battaglia vennero sepolti sotto gli alberi di ciliegio i petali divennero rosa a causa del sangue dei valorosi guerrieri; anche i samurai che decidevano di suicidarsi pare scegliessero di farlo proprio sotto questi alberi.

Nella saggezza popolare italiana ci sono alcuni proverbi legati al colore nelle sue varie sfumature e alle ciliegie:

Proverbi legati alle ciliegie:

  •          Chi è ghiotto di ciliege sale lesto sugli alberi.
  •         Chi mangia le ciliege e beve il vino se ne va presto a trovare il becchino.
  •          Ciliege, dietro una vanno dieci.
  •          Dove ci sono ciliege mature non mancano passeri.
  •          I baci sono come le ciliegie: uno tira l’altro.
  •          Il merlo becca la miglior ciliegia.
  •          L’amore e la ciliegia non si dividono.
  •          Le ciliegie rubate son più dolci.
  •          Le disgrazie sono come le ciliege: una tira l'altra.
  •          Quando il gozzo è pieno, le ciliegie sono acerbe.
  •          Tutto il rosso non son ciliegie.
  •          Una ciliegia tira l’altra.
  •          Tra i fiori il ciliegio, tra gli uomini il guerriero.

                                                                         
Proverbi legati al colore rosso:

  • Rosso di sera, buon tempo si spera; rosso di mattina, la pioggia si avvicina
  • Rosso dal mal pelo, cento diavoli per cavelo. (Veneto)
  • Rosso e giallaccio pare bello ad ogni faccia, verde e turchino si deve essere più che bellino.
  • Sera rossa e nero mattino, rallegra il pellegrino. (Toscana)

 

Nel linguaggio poetico “bocca di ciliegia” è usato per descrivere una ragazza dalle labbra carnose ed invitanti come il rosso dolce frutto. 
L'esegesi biblica le assimilava per il colore rosso intenso al sangue del Redentore, per la dolcezza al buon carattere derivato dalle opere buone. Nell'iconografia cristiana spesso la ciliegia rappresenta il frutto del Paradiso, l'antidoto della mela causa del Peccato Originale. Ricordate di esprimere tre desideri la prima volta dell’anno che mangiate le ciliegie; piantate un ciliegio vicino a casa se volete preservarla dagli eventi naturali avversi ma non raccogliete i rami fioriti per decorare la casa: questo pare che renda nullo l’effetto benefico.
Diverse sono le superstizioni collegate alla ciliegia. Contando i noccioli rimasti nel piatto alla fine un pasto, le ragazze possono prevedere quando si sposeranno, recitando: “quest’anno, l’anno prossimo, un giorno, mai”, l’ultimo nocciolo contato fornirà la risposta. Se si desidera che un vigneto produca buon vino, bisogna


piantarci in mezzo un ciliegio.



step 07 - Il ciliegia nel cinema



I colori nei film hanno un ruolo molto importante a livello estetico e sono spesso utilizzati come potente strumento di narrazione. Anche se non ho mai studiato “teoria del colore” sia ugualmente in grado di capire le diverse sensazioni che un colore può suscitare: se pensiamo al blu immaginiamo qualcosa di triste;  il rosso a qualcosa di molto caldo. Ma come vengono utilizzati i colori dai registi?
I registi riescono ad influenzare le nostre emozioni più di quanto ci sia possibile immaginare. Vi basti sapere che la composizione di ogni singolo fotogramma è studiata minuziosamente per colpire il subconscio su più livelli e generare nello spettatore paura, gioia, tranquillità, ansia e persino noia, senza mostrare, di fatto, nulla di particolare. Manipolare le sensazioni è un’operazione complessa, che può servirsi delle più svariate componenti di una pellicola. Usare suoni forti e improvvisi, ad esempio, può generare panico. La stessa cosa vale per un montaggio veloce e frenetico o una fotografia scura, dai toni cupi e stranianti. Al contrario, immagini luminose e patinate possono creare un’atmosfera sognante, meglio se accompagnate da melodie lievi e rilassate.
I colori giocano un ruolo essenziale se si vuole stimolare una certa emozione al posto di un’altra; si può quasi affermare che su un piano visivo siano importanti quanto le espressioni o la gestualità degli attori, è proprio per questo che prima dell'avvento del colore si puntava soprattutto su un trucco che evidenziasse i lineamenti o la mimica facciale. Tuttavia, non esiste un modo giusto o sbagliato nell’usare le tonalità.
Spesso la scelta di una al posto di un’altra vuole semplicemente soddisfare le esigenze estetiche o i gusti di un regista, ma va comunque tenuto a mente che nell’accezione comune il rosso non evoca le stesse sensazioni del giallo, così come il nero crea un’atmosfera differente dal rosa.
Ad ogni colore corrispondono uno o più significati e modi di fare cinema, spetta solo al regista decidere quali usare.
I registi hanno utilizzato il colore per dire molte cose: per fare una scena più bella (Mago di Oz), per avvisare il pubblico di morte imminente (Il Sesto Senso).
Imparare ciò che ogni colore può suscitare emotivamente e psicologicamente a una persona può diventare un modo per migliorare le capacità di narrazione, includendo i colori nella cornice che ispirano l’emozione desiderata si voglia evocare.

Ecco perchè così tante scene d'amore sono girate in una calda illuminazione, perchè il rosso e arancione non significano passione, calore e romanticismo, e perchè così tante scene tristi sono girate in illuminazione di colore blu e verdi. Il color ciliegia, appartiene a quella categoria di colori dalle tonalità "forti".
Esso, insieme a colori come il rosso  rappresenta la volontà di vincere, la rivoluzione innovativa, la sessualità che sa di essere provocatoria.
Bandiera dell’ardire, richiama la necessità di accelerare e dell’aumentare. Impiegato per rappresentare il fuoco, è il colore del sangue, di ciò che è distruttivo e vitale. Paradossalmente, questo colore di crescita è associato poeticamente al finire della giornata e sono proprio i tramonti a conferirgli un ampio spazio della produzione artistica.
Il potere e la passione ben si sposano in lui ed anche l’irrequietezza della timidezza lo teme, poichè ne è uno dei segnali. La sua produzione, nell’antichità molto costosa, è stato associato al potere delle persone di alto grado, come accade nelle vesti delle alte gerarchie ecclesiastiche.
Colore della forza, dell’entusiasmo e della gioia di vivere.




                                         





Qui un grafico che forse collegherà meglio colori ed emozioni:




http://www.markgatzby.com/red-blue-la-psicologia-del-colore-nel-cinema/


https://farefilm.it/tecniche-e-tecnologie/colori-nel-cinema-come-sono-usati-dai-registi-e-quali-significati-hanno